Libri per guardare l'Alzheimer negli occhi, per chiamare l'Alzheimer per nome.

C'è un momento, spesso silenzioso, in cui tutto cambia. Un giorno qualsiasi, una parola che si perde, un nome che non torna, uno sguardo che sfuma.
E intorno, l'impaccio: delle parole, dei gesti, delle emozioni.
È da lì che nasce "Alzheiming".
Non per spiegare cos'è l'Alzheimer, ma per provare a dire cosa significa viverlo.
"Alzheiming" è un verbo che non esiste - e proprio per questo dice qualcosa che sfugge alle definizioni.
Alzheimer come verbo, dunque.
In inglese, l'aggiunta del suffisso "-ing" trasforma un sostantivo in un'azione in corso. Perché Alzheimer non è solo una condizione che si ha, ma anche qualcosa che si diventa, si attraversa, si accompagna.
Così, "Alzheiming" suggerisce l'idea di un fatto che accade nel tempo, che si sperimenta più che definire.
Suggerisce che non è solo un'etichetta diagnostica: è un processo, un vissuto, una trasformazione in atto, un movimento continuo, un'esperienza condivisa, che attraversa non solo chi ne è colpito, ma anche chi accompagna, chi cura, chi resta.
"Alzheiming" non è una guida clinica e non è un manuale tecnico.
Piuttosto un vademecum umano, uno spazio di parole e pensiero, per provare a dare senso, a ritrovare direzione, a rimanere presenti anche nello spaesamento.
Parla a chi vive la malattia.
Parla a chi cura.
Parla anche a chi guarda da fuori, e spesso non sa, non capisce, non osa chiedere.
"Alzheiming" non offre soluzioni facili. Ma prova ad aprire spiragli. Perché l'Alzheimer è sì smarrimento. Ma può essere anche resilienza, resistenza, relazione, verità.
"Alzheiming" nasce da molte domande, da molti silenzi, da molte riflessioni.
Ma soprattutto nasce da quello che hai vissuto e stai vivendo, da quello che hai pensato, assorbito, letto, fatto, imparato, ascoltato, visto fare, e persino da quello che ancora non sai ma è in viaggio dentro di te.
Nasce dal bisogno di ridare dignità all'esperienza, di rimettere al centro la persona, di resistere alla disumanizzazione del linguaggio e dei protocolli.
Nasce anche da una convinzione: che ci siano modi più giusti, più delicati e più autentici di parlare di Alzheimer - e soprattutto di viverlo.
In questo vademecum non troverai capitoli né lezioni. Troverai passi. Piccoli movimenti in avanti, soste necessarie, tracce da percorrere senza fretta.
Perché vivere e accompagnare l'Alzheimer significa soprattutto questo: procedere un passo alla volta, con pazienza, dignità e cura.
Ogni Passo è un frammento, un tassello, un angolo visuale. Alcuni sono narrativi, altri riflessivi, altri ancora più pratici. Ma tutti muovono dalla stessa urgenza: restituire senso, dove tutto sembra perdersi.
A chi vive l'Alzheimer - da dentro o da accanto - "Alzheiming" offre parole il cui scopo principale non è quello di spiegare, ma quello di accompagnare.
E lo fa con la speranza che anche nel disorientamento ci possa essere orientamento, anche nella perdita ci sia qualcosa che resta, anche nella fine apparente possa nascere una nuova forma di presenza.
"Alzheiming" è dedicato a chi dimentica.
E a chi non dimentica mai.


Sonia Galletti
Giovanni Gelmini
Paolo Brunelli
Diplomata alla Scuola Chiavarese del Fumetto nel 2007, ha collaborato alla realizzazione di numerosi albi a fumetti ottenendo significativi riscontri in importanti manifestazioni del settore. Nel 2014 ha illustrato il romanzo giallo “Le rondini del comandante” per le edizioni Cicorivolta e l’anno seguente ha realizzato le illustrazioni del libro per bambini “Draghi in torneo”, edizioni Del Baldo. Sua la creazione nel 2016 dell’Autobooks nell’ambito del progetto “Fa.Re. Famiglie in rete” dell’Associazione Ezechiele 36 Onlus. L’Autobooks è un coloratissimo furgone trasformato in una biblioteca itinerante che collabora con istituzioni pubbliche e associazioni per la divulgazione della lettura. Sonia predilige il mondo dell’illustrazione per l’infanzia e ama molto lavorare con i bambini. È laureata presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e insegna Cinese al Liceo linguistico Mazzini della Spezia.
Medico, specialista in Gerontologia e Geriatria, Dottore di Ricerca in Biologia e Fisiopatologia dell'Invecchiamento, si occupa da anni di divulgazione della cultura scientifica ed assistenziale geriatrica nonché della promozione del buon invecchiamento. Ha al suo attivo, oltre a 170 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali, anche la produzione di volumi tra cui: "Geriatria per Operatori Socio-Sanitari", "La relazione come cura nell'assistenza geriatrica" e "Purché siano grigi solo i capelli". È presidente nazionale dell'associazione scientifica AGE - Geriatria Territoriale Italiana e membro del direttivo nazionale della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia.
Direttore della casa editrice Cicorivolta Edizioni, è presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Looking For Monica, che ha fondato nel 2024 e che trae la propria ispirazione dall’omonimo album musicale-narrativo, da lui composto e dedicato alla moglie Monica, colpita da una forma di Alzheimer Precoce particolarmente aggressiva e invalidante.