
C'è un momento, spesso silenzioso, in cui tutto cambia. Un giorno qualsiasi, una parola che si perde, un nome che non torna, uno sguardo che sfuma.
E intorno, l'impaccio: delle parole, dei gesti, delle emozioni.
È da lì che nasce "Alzheiming".
Non per spiegare cos'è l'Alzheimer, ma per provare a dire cosa significa viverlo.
"Alzheiming" è un verbo che non esiste - e proprio per questo dice qualcosa che sfugge alle definizioni.
Alzheimer come verbo, dunque.
In inglese, l'aggiunta del suffisso "-ing" trasforma un sostantivo in un'azione in corso. Perché Alzheimer non è solo una condizione che si ha, ma anche qualcosa che si diventa, si attraversa, si accompagna...
(Plotino)
“Ogni cosa nel cielo intelleggibile è anch'essa cielo, e colà la terra è cielo, come lo sono gli animali, le piante, gli uomini e il mare. Hanno davanti agli occhi un mondo che non è stato generato. Ciascuno si vede negli altri. Non v'è cosa in quel regno che non sia diafana. Nulla è impenetrabile, nulla è opaco, e la luce incontra la luce. Tutti sono in ogni parte, e tutto è tutto. Ogni cosa è tutte le cose. Il sole è tutte le stelle, e ciascuna stella è tutte le stelle e il sole. Nessuno va per quel luogo come in terra straniera.”
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